Internet & Minori

Scuola e Legalità informatica

Il 95% dei navigatori Internet scarica gratis materiale protetto da diritto d’autore.

Il 36% pensa di avere il diritto di farlo. Gli altri sanno che non è così, ma fanno finta di ignorarlo.

Un miliardo di persone circola su Internet ogni anno e il danno, in termini di mancati introiti per la Siae, è stato valutato in 5 miliardi di dollari.

Sono alcuni dei temi affrontati nel corso del convegno dal titolo Scuola e legalità informatica, tenutosi a Bari presso l’Accademia del Levante.

Dopo il saluto del Presidente dell’Accademia, Ing. Inzerillo, sono intervenuti:

  • il Prof. Donato Marzano, Coordinatore Ispettori Puglia e Dirigente Uff. I Ufficio Scolastico Regionale PUGLIA;
  • il Dott. Gennaro Milzi, Direttore della Sede SIAE di Bari;
  • l’Avv. Giuseppe Santo Barile, esperto di Informatica giuridica;
  • il Prof. Michele Crudele, Direttore del Centro ELIS (Roma), membro della Commissione “Bullismo a Scuola” del Ministero dell’Istruzione, ideatore del portale www.ilFiltro.it.

Nella situazione attuale di rapida crescita dell’uso delle tecnologie fra i ragazzi, la famiglia e la scuola si trovano ancora impreparate ad affrontare la sfida di formare gli studenti ad un loro impiego responsabile. I rischi della navigazione su Internet si sommano alla facilità di commettere azioni illegali. Le sanzioni non sono sempre facili da comminare e spesso non sono conosciute. Inoltre, una strategia adeguata, non dovrebbe partire dal regime sanzionatorio.

L’intervento del Prof. Marzano ha evidenziato come spesso i docenti parlino una lingua diversa rispetto a quella comune agli studenti. Un ostacolo alla comunicazione che espone questi ultimi ad un rischio, come poi la cronaca riporta. Da più parti, quindi, si avverte la necessità di un progetto generale di formazione dei professionisti dell’educazione.

Così come importante è l’educazione al valore delle istituzioni e degli organi di controllo. A tal proposito significative risultano essere le considerazioni del Dott. Milzi: “La Siae – sottolinea – non è un poliziotto o un esattore delle tasse; è un operatore culturale imprescindibile, deputato alla tutela del lavoro degli autori e a favorire, di conseguenza, la crescita del patrimonio culturale del Paese”.

Le soluzioni da adottare per diffondere la cultura della legalità in Rete possono essere diverse. In Francia si sta pensando di multare i “provider” e, in ultima istanza, di chiudere quelli che non reprimono l’attività di appropriazione illecita.

L’intervento dell’Avv. Barile individua la possibile soluzione del problema dei diritti d’autore, in nuove tecnologie, tipo openoffice.org che è open e free. I software che si trovano su open education disk sono liberamente scaricabili, nell’ottica della collaborazione e della condivisione, stile wikipedia.

Tornando alla questione delle multe, “non è formativo – come evidenzia il Prof. Crudele – partire dal regime sanzionatorio per insegnare a rispettare le norme vigenti.

È necessario far comprendere la ratio legislativa ed educare ad una cultura del rispetto dei beni “digitali”, divenuti ormai tanto importanti quanto quelli “materiali”.
Un’indagine svolta nel Lazio evidenzia che non c’è nessun tecnico esperto con l’incarico di gestire la rete della scuola e non c’è alcun tipo di protezione.
Le protezioni sono necessarie, anche se è prioritario stimolare, nei ragazzi che navigano in Rete, il senso critico, perché comprendano che c’è una dimensione morale in ogni azione che compiono.

Il Prof. Crudele ha, infine, avanzato la proposta di estendere in Puglia il progetto pilota già realizzato in Sicilia: un programma di educazione alla legalità informatica, che ha l’obiettivo di insegnare ai tecnici dei laboratori di informatica delle scuole secondarie di II grado, quali siano le attività pericolose e proibite in ambito informatico e di telecomunicazione, per limitarne le loro conseguenze negative.

I tecnici di laboratorio sono spesso gli interlocutori privilegiati degli studenti: non avendo compiti valutativi verso questi ultimi, ne ricevono con maggiore trasparenza confidenze sul loro comportamento nell’informatica e su Internet, rispondendo anche alle loro domande. Una corretta formazione dei tecnici può quindi essere particolarmente efficace per influire sulla formazione dei giovani al corretto uso della tecnologia.