Università italiane e programma Cisco
Sono sempre di più i casi di successo nel mondo universitario.
Nel 2008 erano 34 le Università italiane aderenti al Cisco Networking Academy Program tra cui Pisa, Udine, Trieste, Camerino, Milano, Bari, Messina, Torino, Genova, Crema, Cosenza e Roma.
Nel 2010 se ne sono aggiunte altre, tra cui l'Università del Salento di Lecce, direttamente connessa ad Accademia del Levante e Ingegneria Telecomunicazioni di Rieti e Latina, tramite il supporto di Ithum.
Molte delle Cisco Academy universitarie integrano i Curricula Cisco, prevalentemente CCNA, nei propri corsi di Laurea.
Le Facoltà dove il Cisco Program è più diffuso sono quelle di Informatica (Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali), probabilmente perché vi è più richiesta di specializzazione dei futuri laureati.
In queste realtà, i Curricula Cisco risultano un valido strumento per semplificare l’approccio, non solo degli studenti, madegli stessi docenti,alle nuove tecnologie informatiche, facilitando la strutturazione e l’erogazione ex-novo di corsi ed esami universitari.
Poca penetrazione c’è stata, almeno in passato, nelle facoltà ingegneristiche ed in tutte quelle università dove, già da anni, sono attivi corsi sulle reti. Recentemente, si sta assistendo ad un’inversione di tendenza, con crescente interesse da parte di Facoltà come Ingegneria delle Telecomunicazioni alla formazione teorico-pratica offerta dai curricula Cisco.
Molti sono i casi notevoli, come l’Academy di Pisa che, oltre ad erogare da anni i corsi CCNA ai propri studenti del triennio di Ingegneria Informatica, dal 2004 sta sperimentando anche l’insegnamento di Corsi CCNP (Cisco Certified Network Professional), nel biennio di specializzazione. I corsi su cui si "appoggia" il Curriculum sono quelli di “Reti 1”, “Reti 2” e “Trasmissioni”.
Spesso i moduli del CCNA vengono erogati inserendone o integrandone i contenuti nei normali programmi dei corsi universitari: 1 o 2 moduli CCNA per esame, in genere CCNA 1 e CCNA 2 nel triennio, mentre CCNA 3 e 4 fanno parte del biennio di specializzazione.
Gli esami dei Curricula sono spesso facoltativi; a volte viene richiesto il consenso del docente; in altri casi il certificato di superamento dei corsi Cisco, anche di neo-diplomati, vale un certo numero di crediti formativi per il percorso di studi.
Le lezioni teoriche sono normalmente tenute dai professori in presenza, ma buona parte del valore aggiunto per i ragazzi è costituito dalle attività pratiche sugli apparati, coordinate anche dai dottorandi universitari, opportunamente formati come Cisco Instructor. Gli studenti si esercitano a configurare e gestire realistiche situazioni aziendali, presso i laboratori dell’università.
L’Università di Crema ha sperimentato, con notevole successo, i corsi Cisco post-laurea e la possibilità di far divenire i propri discenti “Cisco Instructor”.
L’Università di Messina ha inserito l’intero percorso CCNA all’interno del Corso di Laurea in Informatica. I contenuti dei 4 moduli CCNA vengono distribuiti su 2 corsi sulle Reti di calcolatori. Gli esami finali Cisco sono facoltativi e richiedono il preventivo superamento del relativo esame universitario ed il benestare dei docenti dei corsi.
Del tutto simile l’attivazione della sperimentazione presso l’Università La Sapienza di Roma, Rieti e Latina, con l’inserimento, in alcuni esami di Ingegneria delle Telecomunicazioni, dei corsi CCNA_1 e CCNA_2.
L’Università Campus Bio-Medico di Roma riconosce 5 crediti formativi per ciascun Curriculum, compresi i nuovi “IT Essential- Network Operating Systems.
L’Università di Firenze ha invece sperimentato l’inserimento dei percorsi di formazione Cisco all’interno di un Master in Multimedia, organizzato in collaborazione con la Cisco Academy di Pisa.
Riportiamo un breve prospetto riassuntivo delle implementazioni universitarie del programma Cisco:


