| Internet & Minori |
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Il 95% dei navigatori Internet scarica gratis materiale protetto da diritto d’autore. Il 36% pensa di avere il diritto di farlo. Gli altri sanno che non è così, ma fanno finta di ignorarlo. Un miliardo di persone circola su Internet ogni anno e il danno, in termini di mancati introiti per la Siae, è stato valutato in 5 miliardi di dollari. Sono alcuni dei temi affrontati nel corso del convegno dal titolo “Scuola e legalità informatica”, tenutosi a Bari presso l’Accademia del Levante. Dopo il saluto del Presidente dell’Accademia, Ing. Inzerillo, sono intervenuti:
L’intervento del Prof. Marzano ha evidenziato come spesso i docenti parlino una lingua diversa rispetto a quella comune agli studenti. Un ostacolo alla comunicazione che espone questi ultimi ad un rischio, come poi la cronaca riporta. Da più parti, quindi, si avverte la necessità di un progetto generale di formazione dei professionisti dell’educazione. Così come importante è l’educazione al valore delle istituzioni e degli organi di controllo. A tal proposito significative risultano essere le considerazioni del Dott. Milzi: “La Siae – sottolinea - non è un poliziotto o un esattore delle tasse; è un operatore culturale imprescindibile, deputato alla tutela del lavoro degli autori e a favorire, di conseguenza, la crescita del patrimonio culturale del Paese”. Le soluzioni da adottare per diffondere la cultura della legalità in Rete possono essere diverse. In Francia si sta pensando di multare i “provider” e, in ultima istanza, di chiudere quelli che non reprimono l’attività di appropriazione illecita. L’intervento dell’Avv. Barile individua la possibile soluzione del problema dei diritti d’autore, in nuove tecnologie, tipo openoffice.org che è open e free. I software che si trovano su open education disk sono liberamente scaricabili, nell’ottica della collaborazione e della condivisione, stile wikipedia. Tornando alla questione delle multe, “non è formativo - come evidenzia il Prof. Crudele - partire dal regime sanzionatorio per insegnare a rispettare le norme vigenti. È necessario far comprendere la ratio legislativa ed educare ad una cultura del rispetto dei beni “digitali”, divenuti ormai tanto importanti quanto quelli “materiali”. Il Prof Crudele ha, infine, avanzato la proposta di estendere in Puglia il progetto pilota già realizzato in Sicilia: un programma di educazione alla legalità informatica, che ha l'obiettivo di insegnare ai tecnici dei laboratori di informatica delle scuole secondarie di II grado, quali siano le attività pericolose e proibite in ambito informatico e di telecomunicazione, per limitarne le loro conseguenze negative. I tecnici di laboratorio sono spesso gli interlocutori privilegiati degli studenti: non avendo compiti valutativi verso questi ultimi, ne ricevono con maggiore trasparenza confidenze sul loro comportamento nell'informatica e su Internet, rispondendo anche alle loro domande. Una corretta formazione dei tecnici può quindi essere particolarmente efficace per influire sulla formazione dei giovani al corretto uso della tecnologia. |



